Il denso testo di Elena Dellapiana, architetto e ricercatrice presso il Politecnico di Torino, è un esplicativo viaggio attraverso 150 di storia del design ceramico in Italia, esplorato con sguardo meticoloso attraverso gli scenari culturali, economici e produttivi che hanno determinato la nascita e la diffusione della tradizione “made in Italy”.
Il Convegno “Architettura Energia e Laterizio” si è svolto con successo a Ferrara lo scorso aprile; gremito il Salone d’Onore di Palazzo Tassoni, la residenza patrizia recentemente restaurata e adibita a nuova sede della Facoltà di Architettura. La giornata congressuale ha costituito l’occasione per dibattere su un tema profondamente attuale: come i sistemi edilizi in laterizio, tipici dello stile costruttivo italiano, dimostrano la loro capacità di dare risposte adeguate ed affidabili alle richieste di un’architettura contemporanea di qualità, duratura, confortevole, energeticamente sostenibile e strutturalmente sicura.
L’“avventura intellettuale di un architetto” – così definendo il suo mestiere – l’ha narrata in una lezione di straordinario effetto Daniel Libeskind in persona, rivelando al pubblico presente presso l’Aula Magna della Facoltà di Architettura di Ferrara, più di quattrocento tra studenti, professionisti, autorità, ed entusiasti conoscitori della cifra indiscussa del personaggio, le radici del suo stile architettonico così unico e penetrante.
“Vengono definiti intelligenti, in inglese smart, quei materiali in grado di reagire con l’ambiente e di rispondere ai cambiamenti che in esso avvengono modificando una o più delle loro proprietà (meccaniche, ottiche, elettriche, magnetiche, chimiche o termiche)”.
Per larga partecipazione di pubblico
"Counterpoint", la Lectio Magistralis di Daniel Libeskind
si terrá in AULA MAGNA FAF
Ferrara, Via Quartieri 8
Con la mostra “Ceramic Tiles of Italy Playground” organizzata da Edi. Cer. e allestita presso la Triennale di Milano dal 14 al 19 aprile scorso, Confindustria Ceramica si è presentata all’appuntamento annuale del Fuorisalone milanese 2010. La collezione di originali realizzazioni, evocando l’evento “giocare con la ceramica di Bruno Munari”, troverà un’ulteriore presenza nell’ambito del Cersaie del prossimo autunno.
Forme, colori e polisensorialità sono le qualità del prodotto ceramico che, in sintonia con il mondo dell’infanzia, hanno alimentato creativamente le diverse installazioni.
Caso emblematico è il “Diamante Magico”, proposta ideata per Casalgrande Padana da 5+1 - Agenzia Architettura, dove tridimensionalità, lucentezza, flessibilità combinatoria, inverano i concetti mutuati dal gioco infantile - come “doni froebeliani” - alla base dell’esperienza progettuale.
Davvero un testo “illuminante” quello curato da Valeria Tatano - docente di Tecnologia dell’Architettura presso lo IUAV - introdotto da Marina Montuori e corredato dai contributi di alcuni docenti e ricercatori della Facoltà di Venezia (Fabio Peron, Anna Faresin, Antonio Musacchio) e di professionisti esperti nel campo di superfici “naturalizzate” (Eros Piovesan). Un testo “illuminante” perché finalmente, ripudiando qualsiasi indiscriminata magnificazione nei confronti di un approccio progettuale – oggi sempre più diffuso e forse anche un po’ “modaiolo” – che adotta acriticamente la componente vegetale come strumento prioritario di caratterizzazione estetica dell’architettura, fornisce piuttosto un quadro conoscitivo obiettivo ed esaustivo delle implicite potenzialità ma anche delle intrinseche problematiche sottese all’impiego della natura come “materiale da costruzione”.