Fabio Gramazio & Matthias Kohler sono architetti e programmatori, specializzati nell’applicazione di tecnologie digitali all’architettura. In particolare le loro ricerche, condotte presso il Politecnico Federale di Zurigo dove sono docenti della cattedra di Architettura e Fabbricazione digitale e quindi estese ai progetti del loro studio professionale, si concentrano sulle possibilità di utilizzo del braccio meccanico automatizzato nel campo dell’architettura. Il robot è in grado di assemblare elementi modulari secondo forme progettate e calcolate con strumenti di disegno tridimensionale direttamente connessi alla macchina.
La Facoltà di Architettura di Ferrara, per l'anno A.A. 2011-2012, è nuovamente al primo posto fra le ventidue facoltà italiane di Architettura secondo gli indici di qualità della classifica CENSIS pubblicata nei giorni scorsi suLa Repubblica e nella Grande Guida Università 2012-2013.
Water Design
Un workshop di 38 ore ed un tema complesso, quello dell’acqua e di come contenerla e valorizzarla. Questo è quello che gli studenti hanno affrontato con me.
Insieme abbiamo immaginato uno scenario apocalittico, ma non molto distante dal futuro. Uno scenario in cui l’acqua è divenuto il bene più prezioso, poichè raro. L’acqua, in questo scenario, è divenuta la valuta più cara, il bene più costoso, sorpassando anche l’oro. E il contenitore da progettarsi doveva riflettere esattamente queste riflessioni.
La forma di un oggetto contenitore è il risultato di una complessa serie di relazioni che si instaurano tra le materie stesse che lo costituiscono e quelle del contenuto, unite alla necessità di assolvere una funzione (contenere, conservare, attingere, mescere…) non disgiunta da una necessità di ordine estetico.
Non solo, la materia nell’esigenza di essere modellata serialmente in forma di oggetto d’uso, è anche caratterizzata da tecnologie o processi produttivi specifici, capaci di conformarla secondo determinate regole.
È compito del designer dominare questi processi e attraverso l’operazione progettuale, saper conciliare le varie esigenze disegnando un prodotto che si immetta nel mercato con competitività.
Mostra degli elaborati degli studenti del corso Laboratorio di Tecnologie di prodotto II, A.A. 2011-2012
Corso di laurea in Design del prodotto industraie
Design di prodotto, prof. Raffaello Galiotto
Tecnologie del design, prof. Andrea Morgante
Metodi di ottimizzazione della forma, prof. Enrico Milani
martedì 17 luglio - settembre 2012
Palazzo Tassoni Estense
Via della Ghiara 36, Ferrara
“Sono un architetto che non ha rifiutato l'artisticità: in ogni progetto offro le risposte che sento intuitivamente. L'esercizio faticoso, in questi anni, è stato aprirsi alle istanze altrui, perché la difficoltà del mio approccio, se devo essere un créateur, è pormi umilmente in ascolto. Dare una risposta che, anche se sai già, è una risposta che ha ascoltato. Vivo queste qualità, la capacità di sentire, come una necessità: il design e l'architettura sono due gambe dello stesso corpo che mi consentono di camminare”. Massimo Iosa Ghini
La ricerca “Pietre d’artificio. Materiali per l’architettura tra mimesi e invenzione” si propone di indagare il senso costitutivo e applicativo, nonché la dimensione espressivo-sensoriale, di alcuni materiali “d’ispirazione litica” contestualizzando il tema sia teoricamente che storicamente, lungo un percorso sospeso fra tradizione e contemporaneità, tra artigianato e industria, tra imitazione, riproduzione seriale e personalizzazione del prodotto.
La sperimentazione didattica della quale si presenta qui una sintesi, riguarda l'universo degli oggetti comuni presenti nell'orizzonte domestico – in specifico oggetti “contenitori” realizzati, originariamente, in plastica – per farne oggetto di una metamorfosi che in un passaggio solo li trasforma in oggetti d'osservazione, di riflessione, se non “artistica” quantomeno “concettuale” attraverso la trasformazione in modelli di cartone.