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Shaping the future now

11 Novembre 2017

 

“Il futuro è molto aperto, e dipende da noi, da noi tutti. Dipende da ciò che voi e io e molti altri uomini fanno e faranno, oggi, domani e dopodomani.
E quello che noi facciamo e faremo dipende a sua volta dal nostro pensiero e dai nostri desideri, dalle nostre speranze e dai nostri timori. Dipende da come vediamo il mondo e da come valutiamo le possibilità del futuro che sono aperte.”
Karl Popper

Veicoli a levitazioni magnetica, viaggi interstellari, incontri con civiltà extraterrestri, robot senzienti o ancora scenari apocalittici flagellati da guerre, malattie endemiche, catastrofi naturali o conseguenti ad azioni umane: la letteratura e la filmografia di fantascienza hanno da sempre immaginato per noi il futuro, posticipandone periodicamente la collocazione temporale (prima il 1984, poi il 2000, poi il 2012, 2020 ed il 2040…) così da mantenerlo sufficientemente distante e distaccato dal “presente” al fine di rendere credibili scenari, ambientazioni e comportamenti molto diversi da quelli abituali (sia in positivo che in negativo).
La ragione, la scienza e l’osservazione empirica ci insegnano del resto come non vi sia una frattura netta tra futuro, presente e passato, elementi quasi indistinguibili di quella dimensione, lo spazio-tempo, per il quale siamo null’altro che un punto di osservazione e parte infinitesima di un disegno le cui leggi e regole sono ancora in gran parte sconosciute.
Anche senza scomodare la fisica moderna ciò che è certo è che il futuro di domani può e deve essere letto ed interpretato nelle scelte di oggi: troppo spesso, tuttavia, ci nascondiamo dietro l’alibi del presente con una stolta visione egocentrica ed egoista ignorando gli effetti delle nostre azioni sulle generazioni a venire e su un pianeta “stanco” che non manca di darci prove evidenti di quanto invasiva sia la nostra presenza. Non è dunque necessario ricercare ed immaginare minacce dallo spazio profondo: molte delle sfide che dovremo fronteggiare nel medio-lungo termine sono già note e trovano radici nello stile di vita attuale e negli usi e costumi della nostra società.

I CAMBIAMENTI CLIMATICI E GLI EFFETTI DEL SURRISCALDAMENTO GLOBALE
Le conseguenze dell’innalzamento della temperatura di pochi gradi centigradi sono ampiamente state descritte da scienziati di fama internazionale. Città oggi densamente popolate verranno parzialmente o totalmente sommerse dalle acque degli oceani. Il clima temperato di alcune zone lascerà il passo a periodi di lunga siccità alternati a piogge torrenziali influenzando stili di vita e colture. Specie animali e vegetali saranno destinate a migrare, adattarsi o soccombere e, a seguito del disgelo delle zone ghiacciate, il terreno rilascerà gas dannosi per la stessa atmosfera amplificando il fenomeno di surriscaldamento. Il processo è in corso e secondo molti studiosi il punto di non ritorno è già stato superato tra l’indifferenza di molti ed il tenue intervento delle forze politiche internazionali. Siamo consapevoli della strada che abbiamo intrapreso e di quanto è ancora possibile fare per mitigare i danni? Sapremo adattarci ad un clima in rapida trasformazione e alle conseguenze ambientali e culturali che ci attendono?

ACCESSO PARITETICO A CIBO E ACQUA
Cibo e acqua sono fonte primari di vita, bene prezioso e oggi più che mai elemento di profonda disuguaglianza tra chi ha facoltà di scegliere (e di sprecare) e chi ancora lotta per raggiungere il fabbisogno minimo giornaliero. Sembra paradossale come nell’era degli show-cooking e dei ristoranti stellati si possa morire di fame o si debba percorrere chilometri per raggiungere una fonte di acqua potabile. Quale futuro ci aspetta dal punto di vista nutrizionale? Sapremo bilanciare la produzione, il consumo difendendo la biodiversità e le tradizioni gastronomiche locali? I privilegiati del Food&Drink 24/7 avranno il coraggio di limitare e sacrificare la libertà a favore di una distribuzione omogenea su scala globale?
Il futuro è definito dalle nostre azioni come società e genere umano.

INTELLIGENZE ARTIFICIALI ED AUTOMAZIONE
Siamo in vista di una nuova rivoluzione, così come l’introduzione delle macchine a vapore cambiò profondamente la modalità di lavoro facendo crescere l’economia globale come mai prima nel passato, così le intelligenze artificiali supportate dai dati e da infrastrutture informatiche di nuova generazione sono prossime a irrompere bruscamente nei processi produttivi automatizzando mansioni e compiti fino ad ora svolti da esseri umani. Tra opportunità e minaccia la vera domanda è se saremo pronti a lasciare spazio ed autonomia decisionale ai “robot” in quelle mansioni lavorative che ci hanno (fino ad ora) visto indispensabili: sapremo riqualificarci nelle nuove professioni che il mercato richiederà?
Riusciremo, in un’economia che potrà fare a meno di manodopera, a ri-bilanciare le nostre vite oggi così fortemente incentrate sull’affermazione in campo lavorativo?

RAPPORTI SOCIALI E DIRITTI UMANI
Mai come oggigiorno, la dimensione “sociale” ha assunto caratteristiche così contradditorie. Da un lato i fenomeni migratori e l’“estremismo” ci propongono quotidianamente scene in cui i diritti umani vengono letteralmente calpestati rendendo vani molti dei traguardi raggiunti faticosamente in termini di libertà ed emancipazione nel corso degli anni, dall’altro i media tecnologici amplificano le interazioni umane proiettandoci in una dimensione iperconnessa ed iper-sociale in cui non mancano del resto fenomeni di odio esasperato. Sapremo trovare il giusto equilibrio ed eliminare questi eccessi? Riusciremo a garantire alle generazioni future i diritti di genere, di razza, di espressione, di ideologia di cui oggi può godere solo una parte ristretta della popolazione mondiale?Il futuro è in larga misura ignoto, ma possiamo essere certi che le sfide sopra descritte, insieme a molte altre (la transizione dalle fonti energetiche fossili a quelle rinnovabili, il consumo e la sua controparte scomoda, ossia la gestione degli scarti e dei rifiuti, ecc.) non troveranno una risoluzione nell’inesorabile scorrere del tempo, bensì richiederanno energia, partecipazione, intuizioni e dedizione umana.Studi di settore dimostrano come una porzione elitaria della popolazione mondiale stia investendo, oggi più che mai, risorse economiche in rifugi sicuri a prova di catastrofe (o di uomo) oppure in una via di fuga da situazioni di crisi o di scarsità di risorse. Significa forse che abbiamo già smarrito la speranza di poter garantire ai nostri figli un futuro migliore di quanto possa essere il presente e di quanto sia stato il passato? Noi di POSTERHEROES non siamo di quest’idea e pur tra mille incertezze ed un cauto ottimismo chiediamo il vostro aiuto nell’immaginare e raccontare attraverso un poster il futuro che ci aspetta, affinché sia di monito o di stimolo guidandoci nelle scelte di oggi ed in quelle di domani.
Sebbene alcuni politici ci abbiano deluso, confidiamo ancora nell’operato delle organizzazioni internazionali e dei programmi locali o mondiali che mirano a ridurre gli effetti negativi sull’ambiente così come a tutelare i diritti umani, ma riponiamo la speranza più forte nella comunità creativa affinché, ancora una volta, sia di esempio e di stimolo. Mai come prima cerchiamo EROI, gli EROI del futuro che stiamo costruendo.
Partecipa ed inviaci il tuo elaborato tramite il sito www.posterheroes.org


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MD Material Design
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ISSN 2239-6063

edited by
Alfonso Acocella
redazione materialdesign@unife.it

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