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LA MATERIA FOTOGRAFICA ovvero la transustanziazione della luce

02 Maggio 2017

 

Molti di noi sono abituati a pensare alla fotografia come a una immagine su un foglio di carta: la fotografia non è solo questo.
I lavori con l'emulsione ai sali d'argento sono frutto di un viaggio dentro la fotografia, necessario per capire cosa questa sia nella sostanza, non solo immagine da mettere in una cornice ma sicuramente molto di più: perché parlare di fotografia vuol dire parlare di materia. La matericità della fotografia è una caratteristica fondamentale senza la quale non esisterebbe la fotografia in sé. L’argento è la sostanza della fotografia, la sua materia prima e costitutiva insieme alla luce stessa, in quanto eliminando l’argento la foto non si potrebbe fare. Nei lavori sulla ‘pelle', l'emulsione d’argento non è più solo un trattamento dato ad un foglio di carta ma diventa essa stessa materia prima e unica della fotografia.
Viene a mancare il supporto cartaceo che siamo abituati a considerare parte della fotografia. La gelatina d’argento diventa entità indipendente e autonoma, unica pelle dell’immagine impressa e a sua volta nuova immagine in quanto nuovo oggetto. Così la superficie fotosensibile non solo contiene l’immagine fotografata, ma diventa immagine autonoma essa stessa. Il divenire pelle autonoma porta inevitabilmente con sé il nuovo stato di oggetto tridimensionale, materia nuova e quindi potenzialmente scultura.
Così la fotografia è staccata dalla parete divenendo parte dello spazio e addirittura contenendolo.
E la luce diventa materia tangibile, quasi una specie di transustanziazione.
Questi lavori sono realizzati recuperando le tecniche analogiche e spingendole oltre il consueto, lavorando con l'emulsione d'argento al buio della camera oscura per  dare nuova materia e forma alla luce.
Questa pelle della fotografia legata alla materia fotosensibile, proprio in quanto pelle e quindi elemento materico conferente identità e riconoscibilità agli oggetti, identifica la fotografia rispetto a tutto ciò che ha una pelle diversa da questa o che addirittura ne è privo: il digitale.

Cinzia N. Rojas

www.cnrojas.com

 

 

Biografia:
Nata a Roma, architetto e artista italomessicana; la sua pratica artistica fonde elementi provenienti dalle discipline alla base della sua formazione culturale, principalmente architettura e fotografia.
Dopo la laurea in architettura consegue una laurea specialistica in Arti Visive presso l'Accademia di Belle Arti di Brera.
Conduce un lavoro di ricerca e sperimentazione sull'immagine e sulle possibilità della fotografia in ambiti ancora poco indagati sia in formato digitale che lavorando in camera oscura.
Interessata alla materia sensibile della fotografia, alla possibilità di portarla dalle due dimensioni allo spazio tridimensionale, e parallelamente alle immagini intese come traccia.
Nel 2015 è invitata alla Residenza Artistica Artegiro nel comune di Conzano (AL).
Dal 2016 è artista del Fonfo Malerba per la Fotografia (FMF).
Dal 2016 entra nell’archivio del Musinf, Museo comunale d’Arte moderna, dell’Informazione, della Fotografia di Senigallia.
È stata pubblicata nel libro 'Il corpo solitario' vol. 2 di G. Bonomi, Rubbettino editore.
Ha esposto in diversi Festival e mostre d'arte e di fotografia in Italia.


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MD Material Design
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ISSN 2239-6063

edited by
Alfonso Acocella
redazione materialdesign@unife.it

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