MD Journal
ISSN 2531-9477 (online)

Edited by
Alfonso Acocella

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Design e territori | appartenenze e trasformazioni
Il numero 5 di MD Journal si propone di indagare il rapporto tra Design e territori, considerando le potenzialità di questa relazione all’interno dei processi di trasformazione in atto nelle nostre società, nella produzione e consumo di beni e servizi e nella produzione di innovazione sociale attraverso nuove forme di aggregazione e partecipazione.
Uno dei punti centrali della riflessione è il modo in cui gli ambienti di vita esprimono i propri cambiamenti, mediando tra spirito di conservazione e forze orientate all’innovazione, tra specificità locali e valori universali.
Dopo un lungo periodo nel quale l’amalgamarsi planetario delle culture aveva acquisito una connotazione prevalentemente positiva, stiamo vivendo un momento nel quale questa dimensione viene messa in discussione come valore culturale, sociale, e anche politico, ed è superata dall’attenzione verso elementi di specificità che, a partire dai diversi luoghi e dalle diverse forme di aggregazione, sono in grado di definire nuove identità e di rinnovare il valore di quelle esistenti.
In questa fase, attraverso un ripensamento dell’idea stessa di progresso che ha portato a considerare in una nuova ottica i concetti di tradizione e sviluppo, è emersa una nuova concezione dell’idea di territorio, intesa come esito – complesso, stratificato e dinamico – di un processo storico, come un organismo vivente instabile nella sua continua trasformazione, ma, proprio per questo, capace di esprimere una potenzialità progettuale innovativa.
La ritrovata centralità dei territori rende necessario considerare il tema anche in relazione ai grandi fenomeni della contemporaneità. Catastrofi naturali, guerre e fenomeni migratori ad esse collegate, mettono in evidenza la fragilità degli ambienti di vita, che sono alla difficile ricerca di equilibrio tra la componente naturale e quella antropica.
Le tematiche relative ai territori non sono più riservate all’indagine degli urbanisti, ma riguardano trasversalmente le discipline del progetto a tutte le scale, coinvolgendo la produzione di oggetti d’uso, la comunicazione e i servizi.
Questa riacquisita consapevolezza del rapporto tra territorio e prodotto (materiale e virtuale), rende percepibili un insieme di relazioni che, da un lato, portano a far superare agli oggetti la loro natura de-contestualizzata, dall’altro consentono di concepire il territorio come un bene non solo socioculturale e naturale, ma anche economico e quindi legato alle specificità e caratteristiche produttive.
Attraverso il collegamento con le nuove reti tecnologiche digitali, gli ambienti hanno assunto un carattere dinamico, con la possibilità di valorizzare le proprie qualità in una dimensione globalizzata, in cui i territori, aperti e interconnessi, sono soggetti a contaminazioni delle specificità locali e hanno la possibilità di contaminare essi stessi.
Le nuove possibilità di fare impresa, che si esprimono nel superamento dell’equiparazione che assimila le persone a consumatori e nel ripensamento tra il confine pubblico e privato, dove il bene pubblico non è una “terra di nessuno”, ma un bene comune da prendere in cura, sono alcuni dei segni evidenti delle nuove trasformazioni territoriali.
Azioni come la rigenerazione urbana, che interessa ambiti tematici diversi, dalla dimensione culturale a quella economica passando, naturalmente, attraverso quella politica, vede un sempre maggiore coinvolgimento delle persone in percorsi partecipativi, dove il progettista professionista assume il ruolo di mediatore e interprete di necessità e desideri.
Questa progettualità produce soluzioni e significati inediti, capaci di creare innovazione; si pensi alle relazioni tra cibo e territori volti a ristabilire il legame tra città e campagna, la creazione di nuove reti alimentari basate su stagionalità e prossimità, alle forme innovative di mobilità (sharing) ai modelli residenziali basati sui sistemi di collaborazione di vicinato (co-housing), ai modelli di lavoro impostati sulla collaborazione delle sinergie negli spazi di co-working.
Il ruolo del design in relazione al contesto territoriale sta quindi profondamente cambiando e se sono evidenti le nuove sfide tematiche, viene anche spontaneo domandarsi come e se la centralità del progetto potrà rimanere tale.

Di seguito alcune delle possibili articolazioni tematiche:
– Design come strumento di connessione tra comunità e territori
– Valorizzazione delle eccellenze e dei marchi territoriali
– Glocal cultural heritage: patrimoni culturali locali e loro messa in rete globale
– Reti territoriali di impresa e network globali
– Territori di transizione. I fenomeni migratori: sfide conflitti opportunità
– Design con e per i Paesi delle aree geografiche non industrializzate
– Design e nuovo artigianato come strumenti di valorizzazione di specificità territoriali
– Good practices di valorizzazione, attraverso il design, di filiere produttive locali
– Design come strumento di traduzione di progetti di marketing territoriale
– Il territorio mediatizzato: new media, geo-localizzazione e produzione di territori virtuali
– Design della comunicazione e dimensione urbana e territoriale
– Tecnologie e processi di produzione avanzati per i settori produttivi territoriali

Date significative:
Presentazione abstract 15 gennaio 2018 (prorogata al 28 gennaio 2018)
Accettazione abstract  7 febbraio 2018
Consegna paper 26 marzo 2018
Indicazioni di Peer review 5 maggio 2018
Consegna paper finale rivisto 20 maggio 2018
Publicazione giugno 2018

#3 Issue Editors:
Giuseppe Lotti, Università degli Studi di Firenze
Eleonora Trivellin, Università degli Studi di Firenze

Processo di pubblicazione
I ricercatori interessati sono invitati a inviare, entro il 15 gennaio 2018, un abstract di 6000-8000 battute (comprese le references bibliografiche), in lingua italiana (in lingua inglese solo nel caso di autore/i straniero/i).

L’abstract, redatto in modo chiaro, deve rispondere e aderire coerentemente al tema della Call, esplicitando l’oggetto dell’articolo proposto e la finalità del contributo; deve essere accompagnato da 5 parole chiave, poste ad evidenziare i punti essenziali del progetto di paper, e corredato da una bibliografia di riferimento redatta secondo le linee guida editoriali di MD Journal.

L’abstract dovrà essere inviato all’indirizzo mdjournal@unife.it
L’accettazione delle proposte di articoli verrà comunicata ai proponenti entro
il 7 febbraio 2018.

Gli autori dovranno, successivamente, inviare gli articoli (completi di tutti gli apparati documentali e rispondenti alle Linee guida editoriali) entro il termine del 26 marzo 2018 sempre all’indirizzo mdjournal@unife.it

Dopo la peer review da parte dei referee, agli autori dei contributi accettati saranno comunicate le indicazioni entro il 5 maggio 2018 e la stesura finale dell’articolo dovrà essere inviata all’indirizzo materialdesign@unife.it entro il 20 maggio 2018.

La data di uscita, in e-Publishing, di MD Journal [5] 2018 è prevista per giugno 2018; la sua fruizione è pubblica recependo la filosofia dell’open access.
Contestualmente si procederà alla stampa del volume, per l’invio agli autori e alle principali biblioteche nazionali.


Link alle linee guida editoriali:
http://materialdesign.it/it/journal-md/_61.htm

Link allo stile dei testi e alla scrittura:
http://materialdesign.it/it/journal-md/_66.htm