MD Journal
ISSN 2531-9477 (online)

Edited by
Alfonso Acocella

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MD Journal

Format rivista


Oggigiorno il primato dell’editoria a stampa di tradizione gutenberghiana inizia a essere eroso dall’espansione ed affermazione delle reti digitali di telecomunicazioni che rendono, per molti versi, obsoleti – o quantomeno non più competitivi sotto il profilo dei costi – i formati cartacei, in particolar modo le riviste scientifiche alimentate, per produzione di contenuti e ricorrente sostegno economico alla pubblicazione (sia diretto che indiretto attraverso l’acquisto di costosi abbonamenti), dal settore pubblico delle Istituzioni e della ricerca sempre meno dotato di risorse. A seguito della persistente riduzione della spesa statale in cultura e ricerca, la politica della comunicazione accademica si sta indirizzando, sempre più, verso sistemi decentrati e aperti di e-Publishing (contrassegnati da bassi costi di produzione e di gestione a fronte di un'ampia e pervasiva diffusione dei contenuti) grazie ai quali l’informazione può essere facilmente riprodotta, fatta circolare e condivisa con grande facilità e velocità mediante nuove forme di distribuzione elettronica.
Vi è anche un’altra mutazione profonda emersa all’interno delle reti digitali la quale mina gli equilibri storici che hanno visto, fino a qualche lustro fa, convergenti e collaborativi editori (ovvero gli investitori e produttori dei supporti fisici di registrazione delle informazioni) e autori (ovvero i creatori di conoscenza e sapere) legati lungamente dal comune interesse alla più ampia circolazione e commercializzazione di libri, giornali, riviste su cui, per secoli, sono stati stampati –  in forma fissa e immodificabile –  dati, testi, immagini.
Nell’ecosistema della comunicazione elettronica, al contrario, i contenuti non sono più “prigionieri”, “incarnati” in un unico (e univoco) supporto materico, ma – al contrario – s’affermano in tutto il loro valore astratto, immateriale, fluido, sostanzialmente liberi e, soprattutto, plasmabili dai software di trasmissione e dai dispositivi di ricezione (pc, device, smartphone, schermi elettronici in genere) che ne consentono la loro fruizione in molteplici modalità di visualizzazione.



La produzione “dedicata” e la diffusione di supporti fisici per la registrazione dei dati testuali e iconografici legati alla stampa tradizionale non coincide più, necessariamente, con la circolazione dei contenuti, né con la nuova natura performativa di testi digitali, immagini dinamiche, messaggi sonori.
L’idea di assumere, coscientemente, questa recente e inedita condizione di autonomia, nomadismo, plasticità dei contenuti è alla base del nuovo formato editoriale di MD Journal; un progetto di rivista scientifica che parte dall’idea di un layout editoriale flessibile e funzionale rispetto ai diversi dispositivi elettronici di ricezione.
In particolare il format generativo di MD Journal è stato pensato per essere trasferibile, in buona fruibilità di lettura, sugli schermi dei device di nuova generazione e, contestualmente, essere leggibile e sfogliabile dalle postazioni dei computer da tavolo senza perdere la qualità della composizione binata delle “pagine a fronte”; ma – allo stesso tempo – anche idoneo e pronto alla stampa e alla riproducibilità nella tipologia tradizionale degli artefatti cartacei.
Un “principio di economia” e chiarezza fruitiva ha indirizzato tutto il progetto grafico di MD Journal, a firma di Giulia Pellegrini, coerentemente al design della piattaforma di materialdesign.it.
La composizione centrale e verticalizzata dei testi degli articoli, assecondante una rigorosa simmetria bilaterale, guida tutto il progetto della rivista, caratterizzandola.
Dalla scelta di un'essenziale composizione assiale derivano, pur nel piccolo formato generativo di MD Journal, pagine con adeguati spazi bianchi ai lati dei testi degli articoli facilitando uno slow reading; ovvero una lettura praticata in profondità, attenta, concentrata.
Le prime due pagine a fronte di ogni articolo sono impostate attraverso colonne centrali di testo, con un’unica eccezione di asimmetria indirizzata a dare evidenza all’autore e alla sua affiliazione scientifica, dinamizzando l’equilibrio generale; la prima pagina, rispettando rigorosamente i canoni delle riviste scientifiche internazionali, appare come un microcosmo assestante – quasi autarchico – generato dalla registrazione ordinata di autore, titolazioni, metadati, codici, parole identificative, sommari; a seguire – nella pagina destra – s’afferma, con evidenza e richiamo alla lettura, l’incipit dell’articolo.
A completamento – e a corollario – della presenza protagonista dei testi degli articoli ruotano i paratesti e l’iconografia (apici, foliazioni di pagine, immagini, didascalie, note, references) che arricchiscono e diversificano il layout delle pagine della rivista mediante un equilibrato quantum di spazio inchiostrato e spazio bianco, di informazione e interpretazione, di testo e iconografia.
Il ruolo delle immagini in una rivista scientifica, sia pur molto particolare, qual è MD Journal che affronterà temi e soggetti altamente formalizzati –  opere di architettura, oggetti di design, stati e linguaggi materici, artefatti comunicativi…– ha posto la politicy editoriale (e lo stesso progetto grafico) di fronte a scelte rigorose, sia sotto il profilo quantitativo (rapporto fra testo e immagini) che qualitativo (significatività dell’iconografia).
Limitate nel numero, le immagini degli articoli scientifici di MD Journal (siano esse grafici, disegni, fotografie) hanno il ruolo di integrare il testo, più che illustrarlo. Altra indicazione riguarda l’utilizzo di un’iconografia non già ripetutamente divulgata e nota, ma originale, possibilmente inedita, testimone di un “lavoro di ricerca” essa stessa.
Sotto il profilo squisitamente compositivo le immagini – attraverso la loro forza evocativa e la più libera occupazione dello spazio – interrompono la continuità delle colonne centrali di testo, dinamizzando l’assetto delle pagine (altrimenti sempre prevedibile e statico), offrendo l’occasione di alternare il ritmo prevalentemente verticalizzato della rivista.