MD Journal
ISSN 2531-9477 (online)

Edited by
Alfonso Acocella

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Peer review

 

In generale le pubblicazioni costituiscono la trama, il tessuto connettivo e, allo stesso tempo, il terreno rigenerativo del sapere e della conoscenza.
La letteratura scientifica, in particolare, rappresenta un medium, uno strumento fondamentale e strategico per le figure che operano nelle Università, nei Centri e negli Enti preposti alle attività di ricerca e di sviluppo.
Da un lato – attraverso le pubblicazioni scientifiche – si misura la reputazione dei ricercatori (e, sempre più, anche quella dei centri di ricerca, dei dipartimenti universitari e degli Atenei ai quali afferiscono) in funzione della qualità e della quantità dei contributi fatti circolare in forma pubblica che consentono la competizione fra i ricercatori e la loro stessa valutazione ai fini della progressione di carriera; dall’altro – attraverso la comunicazione, la disseminazione e il confronto critico sui risultati del lavoro di ricerca – si condividono e si validano le conoscenze entro la comunità di riferimento.
Essenzialmente, le principali pubblicazioni scientifiche riguardano:
- articoli pubblicati in riviste;
- contributi editati all’interno di atti di convegni;
- saggi o capitoli in libri collettanei;
- libri monografici.
I diversi formati editoriali citati rappresentano le forme ufficiali e consolidate della comunicazione scientifica internazionale a cui fanno costantemente riferimento le comunità accademiche e le strutture di ricerca in genere; attraverso tali formati i singoli ricercatori – o team di ricerca – rendono pubblici e condividono i risultati, i metodi, i processi, le fonti del loro lavoro di indagine, interpretativo, progettuale, creativo.
In particolare, gli articoli ospitati in riviste scientifiche – siano esse di formato cartaceo o elettronico, pubblicate da editori privati di mercato o da editori accademici quali possono considerarsi le University Press) – sono sottoposti, comunemente, a procedure di sottomissione, accettazione, valutazione paritaria (peer review) all'interno delle comunità scientifiche di riferimento.
La maggioranza dei membri del mondo accademico e della ricerca valuta ancora la peer review come condizione irrinunciabile posta a garanzia di qualità rispetto a quanto è pubblicato sulle riviste; tale procedura ha almeno due finalità conclamate:
- valutare la qualità, la rilevanza, l’originalità (se non l’innovatività) dei contenuti che s’intendono far circolare entro la comunità scientifica attraverso la pubblicazione di articoli;
- verificare la correttezza, la conformità e la completezza redazionale dei testi degli articoli rispetto alle specifiche convenzioni e regole adottate dalla rivista in cui s’intende pubblicare.
Gli articoli che si “sottomettono”, “rispettano” e “superano” tale procedura sono ammessi a essere resi pubblici, diffusi e condivisi assurgendo al “rango” di pubblicazione scientifica.
In linea del tutto generale la peer review – nella sua codificazione convenzionale e ufficiale – dovrebbe assicurare una sorta di “verifica del livello di qualità” attraverso un sistema di autovalutazione “fra pari” affidato a ricercatori anonimi (referee) interni alla comunità scientifica di riferimento che leggono e propongono, eventualmente, suggerimenti di revisione ai contributi di altri ricercatori.
Vi è anche, comunque, chi mette in discussione il valore assoluto della peer review in quanto, potenzialmente, suscettibile di abusi da parte di lobby accademiche o di mancata validazione – in casi specifici e particolari – di linee di ricerca “coraggiose” (ovvero non convenzionali) fuori dagli argomenti tematici riconosciuti e consolidati all’interno della comunità scientifica di riferimento.
Pur tenendo conto di tale ambivalente giudizio sulla peer review MD Journal adotta una procedura di confronto fra pari al fine di pervenire, a valle del processo, alla migliore qualità (contenutistica ed editoriale) dei contributi pubblicati.
È previsto – in via prioritaria – l’invio alla Direzione scientifica della rivista di un abstract sintetico al fine di comunicare il tema di ricerca proposto e riceverne conferma di accettazione in funzione dell’attinenza con l’argomento delle Call aperte a tutta la comunità scientifica; successivamente – alla specifica scadenza prevista dalle Call – è previsto l’invio dell’articolo completo di tutti i suoi elementi costitutivi (testo principale, paratesti, references, immagini).
La Direzione, poi, sottopone ogni articolo (senza indicare il nome dell’autore) a due referee anonimi – ricercatori anch’essi – nella veste di lettori per una revisione fra pari; i referee effettuano le seguenti e specifiche attività:
- verificano la congruenza, correttezza e completezza d’impostazione rispetto alle linee guida editoriali di MD Journal;
- esprimono un parere sintetico (di natura “soggettiva”) su contenuti e struttura (costruzione) dell’articolo;
- forniscono, eventualmente, indicazioni e suggerimenti per il miglioramento dell’articolo prima della sua pubblicazione.
I sintetici report di revisione, frutto della peer review, sono inviati alla Direzione della rivista e da questa trasmessi agli autori, senza rendere nota l’identità dei referee.
A valle del processo di referaggio, gli autori degli articoli, coscienti delle indicazioni ricevute e in completa autonomia scientifica, decidono di variare (o meno) la forma, la struttura e i contenuti dell’articolo, nel riconoscimento e tutela della libertà di pensiero e di interpretazione degli argomenti sottoposti ad indagine; inviano, infine, la versione definitiva dell’articolo da pubblicare.
In sostanza il processo di revisione fra pari è inteso – all’interno della politica editoriale di MD Journal – non tanto come filtro “selettivo” e di “controllo” del lavoro dei ricercatori, quanto come opportunità di condivisione e confronto fra pari su forma, contenuti e interpretazioni proposte nella fase di preparazione degli articoli, prima che questi trovino diffusione e circolazione.
In altri termini una sorta di forma attiva, partecipata e democratica di collaborazione fra i referee (i lettori-ricercatori) e i produttori di contenuti scientifici (gli autori-ricercatori) che nel tempo potrebbero trovarsi, di volta in volta, invertiti nei ruoli all’interno della politica in Open Access di MD Journal, adottata non solo a valle – attraverso la fruizione libera e gratuita dei contenuti – ma anche a monte attraverso una policy che rispetti il concetto di libertà di ricerca e di comunicazione scientifica.
Ci auguriamo che i ricercatori indirizzati a sottoporre contributi alla rivista valutino e interpretino la procedura di peer review non come una costrizione o un filtro di controllo da parte della Direzione di MD Journal, ma come un’opportunità di confronto, svolto fra pari, al fine di “saggiare” la qualità già raggiunta e per implementarla ulteriormente lungo la fase “pre-editativa” degli articoli, al fine di pervenire alla migliore valorizzazione del lavoro di ricerca nel momento fondamentale della disseminazione dei suoi risultati.
D’altronde le teorie scientifiche, le formule, le interpretazioni, le visioni, la stessa scrittura (in quanto  “oggetti astratti”, frutto di processi mentali “congetturali ed ipotetici” che trovano visualizzazione e trasmissibilità, nel nostro caso specifico, attraverso il medium degli articoli) sono caratterizzate dalla possibilità di essere migliorate mediante la discussione critica. 1
Sotto il segno di questo potenziale innalzamento qualitativo degli articoli scientifici s’intende iscrivere e praticare – all’interno della politica editoriale di MD Journal  – la procedura della peer review.

 

1 «L’immaginazione scientifica è una dote preziosa ma è “fallibile, come tutto ciò che è umano”, e deve dunque “venire controllata, mediante la discussione critica razionale, il prodotto principale del linguaggio.» Karl R. Popper, I tre mondi, Bologna, il Mulino, 2012 (ed. or. Three Worlds, 1979), pp. 112. La citazione è a p.18.